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I dintorni di Montecchio offrono molte bellezze paesaggistiche e artistiche.
Un gioiello dell'arte romanica è senza dubbio l'abbazia di San Felice che si trova a circa sei chilometri di distanza immersa tra gli olivi.
" Il primo stanziamento di una comunità monastica benedettina presso la chiesa viene fissato attorno al 950 dall'erudito folignate Jacobilli (1656). L'abbazia fu sottoposta da Papa Gregorio XI a quella di Sassovivo nel 1373 e di questa seguì le sorti e la decadenza, avvenuta nel XV secolo. Allontanati i Benedettini, il complesso abbaziale, che versava in pessime condizioni, fu concesso agli Agostiniani, ai quali il Vescovo di Spoleto impose, con parte della rendita dei beni dell'abbazia, la ristrutturazione della stessa. I lavori si protrassero per ben 27 anni. Nel 1798 gli Agostiniani furono cacciati per la loro condotta e i beni devoluti alle scuole di Spoleto. Nel monastero subentrarono dal 1803 al 1810 i Passionisti. Nel 1814, fu concessa al sacerdote romano Gaspare del Bufalo. Gaspare, che insieme ad altri sacerdoti romani aveva maturato l'idea di fondare la "Congregazione", ritenne che quel sacro luogo, mal ridotto ma tanto solenne, fosse adatto per la fondazione medesima. Nonostante le molte difficoltà, tra cui il ritorno di Napoleone sulla scena politica, nel luglio del 1815, grazie anche all'appoggio del Pontefice Pio VII, il missionario si recò a Giano e, aiutato dalla popolazione, riuscì in breve tempo a rendere decoroso l'aspetto del cenobio e a trasferirsi in una stanza dell'antica ala benedettina.
Il 15 agosto, quando erano ormai giunti da Roma anche altri Missionari, si celebrò con una solenne cerimonia la fondazione della "Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue". A seguito del decreto di soppressione delle corporazioni religiose del 1860, il santuario di S. Felice fu abbandonato e i Missionari vi rientrarono soltanto nel 1937. La chiesa era in buone condizioni, così come il lato meno antico dell’edificio, utilizzato come deposito di derrate giacché l’abbazia, negli anni precedenti, era stata adibita a fattoria. Nel 1992 il Comune di Spoleto ha alienato tutte le strutture di sua proprietà riguardanti il complesso abbaziale di Giano alla Congregazione del Preziosissimo Sangue. Da quel momento, in base ad un validissimo progetto di ripristino, l'abbazia è stata sottoposta ad un radicale restauro. Oggi un numero ristretto di sacerdoti della Congregazione del Preziosissimo Sangue vi risiede, offrendo accoglienza spirituale e culturale. a sua volta edificata su un edificio sacro preesistente, sorto a difesa del sarcofago di S. Felice; appare perciò molto probabile l'ipotesi di un riutilizzo dei materiali delle precedenti costruzioni. Antecedenti al X secolo sono colonne, colonnine, plutei e capitelli. La struttura architettonica ha un impianto comune alle basiliche coeve di Spoleto e dintorni (la pianta a tre navate absidate, il presbiterio rialzato sulla cripta, la trifora sulla facciata, il portale a strombo) ed è un tipico esempio di romanico umbro con influssi lombardi. L'aspetto attuale della chiesa risale al restauro realizzato tra il 1955 e il 1958, quando fu necessario rinforzare le strutture mediante travi di cemento armato, predisporre le fondamenta di cui la chiesa era priva, eliminare e sovrastrutture barocche e quelle trasformazioni che nel corso dei secoli la stessa aveva subito. 
L'esito finale decretò, tuttavia, la scomparsa non solo degli affreschi barocchi, ma anche di quelli d'età umanistica che i barocchi avevano ricoperto. La facciata, frutto anch'essa di numerosi rimaneggiamenti, appare oggi a capanna: al centro, una trifora, le cui due colonnine sono databili IV-
FONTE: http://www.sangasparedelbufalo.it/
Da San felice ci si può muovere verso i Monti Martani facendo sosta a Giano dell'Umbria.
Di origine romana, Giano conserva di questo periodo della sua storia alcuni tratti di mura e qualche materiale di scavo di una villa custoditi nel Palazzo Municipale. Di età medievale sono invece la chiesa di San Michele e la chiesa di San Francesco (entrambe del ). Quest'ultima è impreziosita da pregevoli affreschi del '300.
Maggiori informazioni sul capoluogo di comune potete trovarle visitando
http://www.comune.giano-
I MONTI MARTANI
Il massiccio dei Monti Martani si estende con un andamento regolare da Sud a Nord per circa 45 chilometri, tra le province di Terni e di Perugia. E' delimitato ad Est dalla Valle Umbra e dalla Valle del Serra; ad Ovest dalla valle del fiume Tevere e da quella del Naia nella parte meridionale; a Sud dalla Conca Ternana con il fiume Nera. La catena dei Martani è circondata da città e da centri storici importanti. A Nord Montefalco e Foligno, a Est Spoleto, a Ovest Todi, Acquasparta e Sangemini, a Sud Terni. Numerose sono anche le tracce dell'antichità più remota e le aree archeologiche. La più importante è quella di Carsulae. Le cime dei Martani sono perlopiù arrotondate e coperte da prati.
Le più elevate sono:
Torre Maggiore (1121 m.);
Monte Martano (1094 m.);
Monte Forzano (1086 m.);
Monte Torricella (1054 m.);
Capoccia Pelata (1054 m.);
Cima Panco (1013 m.).
La vegetazione è costituita in prevalenza da lecci, querce e, nelle zone più elevate, da faggi.I Martani sono ricchi di grotte, doline e inghiottitoi originati dall'erosione dell'acqua.La stessa acqua, a valle, alimenta numerose sorgenti, alcune delle quali molto rinomate, come la Sangemini, la Fabia, l'Amerino, la Sanfaustino e la Furapane.
Negli anni '80 è stato realizzato dalla Regione dell'Umbria in collaborazione con il Cai e con le Comunità Montane della zona un itinerario trekking che si svolge da Sud a Nord e viceversa, tra gli abitati di Cesi e Giano dell'Umbria, su due direttrici diverse che si incontrano a Scoppio, punto nodale e baricentro del Martani Trekking, così da formare un "otto". Il percorso si svolge prevalentemente utilizzando tracciati minori della viabilità locale, sentieri, mulattiere, carraie e strade.
Le tappe dell'itinerario sono 9, per maggiori informazioni si suggerisce di visitare http://www.montimartani.it/martani_trek.html
FONTE -
LE CITTA' D'ARTE
Non distanti da Montecchio si trovano alcune tra le più belle città d'arte raggiungibili in meno di mezz'ora con l'automobile:
Gualdo Cattaneo 12 Km (10' ca.) www.comune.gualdocattaneo.pg.it -
www.presepemarcellano.com

Bevagna 18 km (20' ca.) www.comune.bevagna.pg.it -
Spello 30 km (30' ca.) www.comune.spello.pg.it -
Foligno 27 km (30' ca.) www.comune.foligno.pg.it -
Assisi 35 km (30' ca.) http://www.assisiweb.com/ -
Montefalco 15 km (15' ca.) www.comunemontefalco.it -
Spoleto 30 km (30' ca.) www.comune.spoleto.pg.it -
Todi 32 km (30' ca.) www.todi.net -