Culto di San Bartolomeo
Per quello che riguarda il culto del Santo possiamo affermare che la festa di Bartolomeo è celebrata nel mondo bizantino l’11 giugno, mentre i Latini dall’VIII secolo la celebrano il 24 agosto. Gli Armeni festeggiano sia l’8 di dicembre che il 25 di febbraio, mentre i Copti e gli Etiopi il 18 giugno ed il 20 novembre. A Bartolomeo sono consacrate innumerevoli chiese in Italia, dove il suo culto è piuttosto sentito. Le più importanti chiese a lui dedicate si trovano a Roma, Venezia, Foligno, Pistoia e Benevento. Si diceva inoltre che la sua pelle fosse conservata a Pisa. Anche in Germania il culto dell’apostolo è particolarmente sentito, infatti la cattedrale di Francoforte sul Meno, che aveva ereditato la sua calotta cranica nel 1238, è posta sotto il suo patronato. Inoltre la certosa di Colonia si vantava di possedere una delle sue reliquie, come del resto anche l’abbazia benedettina di Lune, presso Luneburg. San Bartolomeo è venerato anche in Inghilterra, dove San Edoardo offrì il braccio dell’apostolo alla cattedrale di Canterbury. Si può inoltre aggiungere che la più bella chiesa romanica di Londra porta il nome di San Bartolomeo il Grande. Il suo culto è attestato anche in Francia: infatti a Parigi, nell’Isola della città, gli è stata dedicata una chiesa, ed un’altra anche a Taverny. A Creuse Bénévent-l’Abbaye ha preso questo nome nell’XI secolo, quando vi fu portata una reliquia del santo. La particolarità e la modalità del suo martirio gli valsero il patronato di tutte le corporazioni che si occupano della preparazione e lavorazione delle pelli, della fabbricazione e dell’utilizzo del cuoio. Non solo: Bartolomeo aveva anche la fama di Santo guaritore, perciò veniva invocato contro le convulsioni, le crisi spasmodiche e le malattie nervose in genere. Ancora oggi Bartolomeo è invocato contro la paura e, in particolar modo, contro quella che penetra improvvisamente ed in maniera intensa negli animi dei fanciulli. In Sicilia, a Nicosia, San Bartolomeo è ritenuto protettore degli erniosi e specialmente dei manovali, più esposti rispetto ad altri a simili mali. Lo scuoiamento di Bartolomeo è senza dubbio l’elemento che più ha colpito l’immaginario popolare e quello folkloristico. Infatti il martirio del Santo, il quale viene chiamato a Firenze Baccio, ispirò una sacra rappresentazione di 87 stanze, notevole per la lunghezza e per il metro usato ( stanza di ballata ). Nonostante esista una copia del XV secolo di questa rappresentazione, essa doveva essere più antica, in quanto al testo pervenutoci sono state apportate numerose correzioni. L’argomento e la materia della rappresentazione derivano, senza aggiunte artificiose, dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine. Secondo tale leggenda l’idolo Astaroth cessa improvvisamente di soccorrere gli ammalati. Essi si rivolgono quindi ad un altro idolo, Berith, che li informa di come Astaroth sia stato legato con catene di fuoco da un certo Bartolomeo, che da quel momento inizia ad essere smaniosamente ricercato dalla folla di infedeli. Condotto davanti a re Polimnio lo converte ma, Astiage, il fratello del re, ordina il suo martirio. I servi così gli tolgono la pelle ed infine la portano al re. La sacra rappresentazione fu celebrata con particolare solennità a Firenze nel 1471 in piazza Santa Croce e nella seconda metà dell’800 se ne fecero altre edizioni. Anche quando scomparve l’usanza delle sacre rappresentazioni e diminuì il fasto con cui si celebrava la festa del Santo, tuttavia il culto di Bartolomeo non cessò.
Si ringrazia per la gentile concessione la Dott.ssa Sara Galassi
Fonte: http://www.uniurb.it/Filosofia/bibliografie/bartolomeo/bartolomeo/culto.html